martedì 17 marzo 2009

Rifinitura dei bordi


Finita la doratura e asciugata la vernice, ci troviamo un oro tutto sfrangiato ed abbondante verso l'interno della figura. Ecco allora ch si procederà con un bisturi, pazienza e precisione a rifilare tutto al di qua delle incisioni di contorno.

Dice il mio maestro Giancarlo Pellegrini, parole a sua volta trasmesse dai suoi maestri: "Nell'iconografia sono fondamentali tre cose, le famose '3 P'. Esse sono la Pazienza, la Pazienza e la Pazienza!"

Generalmente questa operazione si dovrebbe fare prima della vernice, ma in questo caso, avendo applicato un oro a decalco, preferisco fare tutto a vernice ultimata. Non che questo tipo di doratura sia debole (si dovrebbe pure poter bulinare, cosa che con la normale doratura a missione non si può fare), ma non si sa mai.

Finito tutto ciò entra in scena il Plaka bianco. Cos'è?
E' un colore a base di caseina, confezionato, piuttosto diffuso in area tedesca, ma non irreperibile anche da noi. Quello che vedete qui lo comprai a Milano, da Pellegrini in via Brera (un omonimo del mio maestro, ma non è parente!), nel lontano 2001, che sta durando ancora adesso!

Basta mescolare, perché decanta un bel po'. Alla Gmg di Colonia del 2005 ne ho comprate due boccette della Pelikan (una marca famosa anche da noi); e l'estate scorsa, un un supermercato di San Candido/Innichen, l'ho visto sugli scaffali e anche lì ho fatto rifornimento. Saranno 3 o 4 euro a boccetta (non mi ricordo!!!), comunque ne vale la pena. Esiste di vari colori: quelli che possono essere utili a chi fa le icone sono il nero e il rosso (vermiglione, ma anche altri). Poi spiegherò perché.

C'è anche chi non lo usa, però io mi trovo bene: lo diluisco abbastanza e lo stendo in più mani in modo da coprire le macchie dell'oro e gli sbavi della vernice, cioè laddove il colore potrebbe non attaccarsi bene.

Se il Plaka è troppo denso non va bene, poiché anche lì la tempera fatica ad "aggrapparsi". Per questo è meglio stenderlo diluito, anche se ciò significa darlo più volte.

Chi non lo usa, a quanto ne so, stende una pellicola trasparente adesiva - che si vende in mesticheria - su tutti i contorni della figura prima ancora di stendere il bolo, così né questo, né l'oro, né la vernice finale, macchiano il gesso. Il problema però è la fatica di dover tagliare col bisturi la forma, in modo che sia esattamente a filo (ci vuol tempo ed una mano molto precisa); inoltre, a lavoro finito, quando cioé si rimuove la plastica, tra bolo, oro e vernici, si viene a creare uno scalino che può essere sgradevole. E' anche vero però che la pittura a sua volta crea spessore, quindi lo scalino si viene a colmare.
Io comunque continuo a preferire il buon vecchio Plaka. La prossima volta vi mostro cosa si fa ancora con questo fantastico colore!

1 commento:

Giorgio Rossi ha detto...

Sebastian ciao. il plaka non l'ho mai sentito. Ho letto che sui punti e bordi dorati si puo' passare l'aglio per far aderire il colore. tu che ne pensi? io uso direttamente il colore a tempera a tuorlo d'uovo