giovedì 12 gennaio 2012

Biacca


In pittura, da vari anni ormai, come bianco uso la biacca, ovvero l'ossido di piombo 2 Pb CO3 . Pb (OH)2 (se ho copiato giusto). Pur essendo tossico, è un bianco impareggiabile: coprente o trasparente all'occorrenza, stabile, "cremoso" quanto basta per dare spessore, non opacizza se ben emulsionato, ci si può lavorare ottimamente sia a corpo che a velatura... Una volta provato è difficile rinunciarvi: ormai non riesco più a usare il bianco di zinco, che a lungo andare si mangia il rosso cinabro e ingrigisce l'ocra gialla; uso giusto il bianco titanio (che di per sé non sarebbe indispensabile, se con la biacca si avesse pazienza di dare più mani a distanza di tempo una dall'altra), solo per dare una "spintarella"alla biacca quando devo ottenere bianchi puri e molto coprenti. Il titanio però mi piace solo se usato con parsimonia, perché al contrario crea uno strato opaco, dall'apparenza un po' sabbiosa ed estremamente difficile da sfumare.
Biacca forever, dunque!
L'unico problema - se così si può definire - è che si mescola solo con l'uovo (con l'acqua non si lega) unicamente col macinello su vetro, altrimenti lascia dei grumi che sono davvero poco piacevoli mentre si dipinge. Una volta preparato lo raccolgo in un mortaietto di ceramica e lo tengo umido mescolandolo spesso col pestello; così facendo lo uso anche per più giorni, conservandolo in terrazza, al fresco, coperto da una pellicola.