giovedì 12 gennaio 2012

Biacca


In pittura, da vari anni ormai, come bianco uso la biacca, ovvero l'ossido di piombo 2 Pb CO3 . Pb (OH)2 (se ho copiato giusto). Pur essendo tossico, è un bianco impareggiabile: coprente o trasparente all'occorrenza, stabile, "cremoso" quanto basta per dare spessore, non opacizza se ben emulsionato, ci si può lavorare ottimamente sia a corpo che a velatura... Una volta provato è difficile rinunciarvi: ormai non riesco più a usare il bianco di zinco, che a lungo andare si mangia il rosso cinabro e ingrigisce l'ocra gialla; uso giusto il bianco titanio (che di per sé non sarebbe indispensabile, se con la biacca si avesse pazienza di dare più mani a distanza di tempo una dall'altra), solo per dare una "spintarella"alla biacca quando devo ottenere bianchi puri e molto coprenti. Il titanio però mi piace solo se usato con parsimonia, perché al contrario crea uno strato opaco, dall'apparenza un po' sabbiosa ed estremamente difficile da sfumare.
Biacca forever, dunque!
L'unico problema - se così si può definire - è che si mescola solo con l'uovo (con l'acqua non si lega) unicamente col macinello su vetro, altrimenti lascia dei grumi che sono davvero poco piacevoli mentre si dipinge. Una volta preparato lo raccolgo in un mortaietto di ceramica e lo tengo umido mescolandolo spesso col pestello; così facendo lo uso anche per più giorni, conservandolo in terrazza, al fresco, coperto da una pellicola.

6 commenti:

Rosella ha detto...

Ciao Sebastian,mi sono accorta oggi che hai pubblicato un nuovo post, in questo periodo il computer lo guardo pochissimo, ma quando ci passo do sempre un'occhiata al tuo blog che non mi delude mai. Ti devo fare ancora i complimenti per il presepe, Maria ha una dolcezza splendida,anche noi a Jerez abbiamo visto tanti presepi veramente simpatici e fatti con straordinaria cura.
Veniamo alla Biacca, nel mio percorso iconografico, ho iniziato con pochi colori, semplici da usare, per poi inserirne altri poco alla volta, credo che questo sia un buon metodo per imparare a conoscere il comportamento di ciascun pigmento. La biacca non l'ho ancora inserita, un po' perchè tossica, come sai il mio laboratorio è la mia casa, un po' perchè difficile da trovare di buona qualità, Giancarlo mi aveva anche spiegato come farla artigianalmente, ma non ho ancora trovato, nel mio appartamentino di 80 metri quadri, un posto dove far fermentare lo sterco... insomma, metti insieme la fatica di introdurre un nuovo pigmento, la difficoltà di procurarselo, la mia proverbiale pigrizia e ne risulta una beata felicità nell'usare il bianco zinco e il bianco titanio a seconda del caso.
Un abbraccio e buon anno!!!

Anonimo ha detto...

Ciao Sebastian,
sinceramente ho visto utilizzare la biacca, è personalmente piace molto il risultato finito.

Ma non mi sono mai cimentato nel preparare artigianalmente il prodotto. Attendo che, qualcuno con una esperienza in campo, mi istruisca in merito.

Non sono molto propenso al fai da te, quando non sai neppure come cominciare.

Un abbraccio, Antonio.

Sebastian ha detto...

Ciao Rosella, ciao Antonio! Spero abbiate passato buone feste!
In realtà neanch'io la biacca me la sono mai fatta artigianalmente... e non solo per lo sterco di cavallo (esistono altri modi meno... odorosi!), ma perché per ora, con quella che ho acquistato dalla Russia mi trovo bene; e ne ho ancora una discreta riserva, almeno per due anni o tre. Semplicemente io la prendo, ne rovescio un po' sul vetro, e quando è bagnata con l'emulsione sto tranquillo che non vola più da nessuna parte.
Già, perché il mio laboratorio è la mia camera, quindi devo stare attentissimo a non intossicarmi!
Comunque, se mai dovessi cimentarmi nella produzione di questo pigmento, non mancherò di documentare il processo. Ma fino ad allora... userò quello che ho sotto mano.
Qualcuno, su facebook, proponeva anche di mescolare il titanio alla polvere di marmo (anche questo macinato sul vetro), dicendo che molti greci fanno così e che si ottiene un colore forte ma anche trasparente. Chissà, magari un giorno proverò anche questa!

Un saluto! A presto!

marcellino65 ha detto...

ciao Sebastian. Mi chiamo fra Marcello. Ogni tanto faccio un giro su blog di iconografi. Ho visto il tuo scritto sulla biacca. Il mio maestro è un patito sostenitore della biacca per le caratteristiche che hai descritto di versatilità, trasparenza/coprenza e per la sua "lavorabilità" in fase di sfumatura. Però bisogna "preparala", ovverosia: essendo appunto idrorepellente, per iniziare a scioglierla usa dell'alcool (trasparente, non rosato, altrimenti si colora il bianco. Io uso quello per fare i liquori a 95° ma puoi usarne anche uno più blando). Lo aggiungi con un contagocce q.b. per creare la tua cremina. La farai in un recipiente che puoi chiudere (come mi pare di capire fai già) di piccole dimensioni. Poi ci aggiungi un po di emulsione e la crema diventa perfetta. Questo è bene prepararla il giorno prima di usarla, perché stando lì qualche ora si amalgama ancor meglio. La chiudi nel recipiente (altrimenti l'alcool evapora e tende a seccarsi) e poi la usi. Qualora non dovessi dipingere per qualche giorno e questa si dovesse seccare, ci aggiungi dell'altro alcool e lei riprende vita. Puoi usarla così per diverso tempo (se l'uovo non si deteriora, ma con l'alcool si conserva a lungo). Non è neanche difficilissima da reperire. Normalmente la si trova fuori dall'ambito europeo perché il divieto parte da una normativa comunitaria. Il metodo più sicuro è Cornelissen & son, un negozio per artisti di londra. Ha un bel sito e un bel catalogo on line e si può acquistare in rete. Te la spediscono loro. Recentemente una conoscente di roma la trovata addirittura in farmacia (sic!). Se hai un amico farmacista potresti provare a chiedere a lui. Ora sto provando a produrla in casa. Il risultato lo saprò tra una settimana.
Pax et bonum

FILIPPO ha detto...

Ciao a tutti. Sono pervenuto a questo blog non perchè io sia un iconoista (non so se sia questo il termine esatto) ma perchè sono interessato alla biacca. Io dipingo ad olio e mi piace molto imitare i pittori del sei-settecento (caravaggio, correggio, tiepolo, batoni), sono soprattutto attratto dalle madonne dei pittori di questo periodo, attualmente sto realizzando una sacra famiglia di Batoni. Dicevo, quindi, che sono interessato alla biacca e da quando non la trovo più mi sono dovuto arrangiare provvedendo a fabbricarmela da solo. Ho seguito una procedura che ho trovato su di un sito americano, il cosiddetto metodo stack, o metodo olandese. Non si tratta di un'operazione complicata, i materiali occorrenti si trovano facilmente. Per qualcuno potrebbe risultare difficile solo procurarsi lo sterco di cavallo se non vive in campagna, ma non è essenziale, anche se è lo sterco migliore, quello che produce più calore e anidride carbonica. Oltre allo sterco servirebbe anche un po' di materiale tannico in decomposizione (si tratta particolari cortecce che durante la fermentazione rilasciano tannino, come il castagno), io l'ho utilizzato perchè ho seguito la procedura alla lettera (e anche oltre). Ma servono soprattutto l'aceto bianco e i fogli di piombo da un mm.
Chi è interessato può visionare tutto il processo in un blog che ho appositamente realizzato. Vi ricordo però che è essenziale prendere tutte le precauzioni possibili, soprattutto per la salute, ma anche per l'ambiente.
http://bouguereau.blogfree.net/?t=4086579#lastpost

Anonimo ha detto...

Interessante